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Quando funziona e quando no

"Similia Similibus Curentur": questa è la legge fondamentale della terapia omeopatica chiamata "Legge dei Simili", enunciata per la prima volta nel 5°sec. a.c. dal medico greco Ippocrate.
Secondo la legge dei simili è possibile curare un malato con una sostanza che, se somministrata ad un uomo sano, indurrebbe in esso gli stessi sintomi patologici di cui il malato soffre.
Quindi i rimedi omeopatici sono in grado di produrre alterazioni dello stato di salute nell'uomo sano, e ciò permette di conoscerne il loro potere terapeutico, in quanto guariscono quegli stessi sintomi nell'uomo malato.
In omeopatia classica il punto chiave era ed è ancor oggi quello di individuare il rimedio che, nelle sperimentazioni, ha prodotto sintomi possibilmente più simili a quelli lamentati dal paziente.
Ma come si fa ad individuare il rimedio più adatto?
Il paziente che si rivolge all'omeopatia deve cercare di dimenticare la logica utilizzata nella medicina tradizionale.
In medicina tradizionale, infatti, si è abituati ad associare ad ogni patologia un farmaco, quindi, se un paziente soffre di cefalea, di emorroidi, di gastrite, e di allergie, gli verranno somministrati dei farmaci per ognuna di queste patologie.
In medicina omeopatica, invece, in base alle patologie-cefalea, gastrite, emorroidi e allergie- verrà somministrato un solo rimedio omeopatico- omeopatia unicista- che dovrà agire su tutte queste suddette patologie.
Ma se fosse sempre così sarebbe una vera e propria panacea, una scoperta a dir poco rivoluzionaria, ma purtroppo non sempre succede.
Per ottenere questi risultati l'omeopata, infatti, dovrà compiere una scelta tra una rosa di circa 5000 rimedi omeopatici, è da questa scelta che dipenderà il risultato.
L'omeopatia è una medicina basata sull'osservazione della sintomatologia presente in un paziente, grazie alla quale si può osservare che sempre i pazienti, che soffrono di una stessa patologia, manifesteranno una sintomatologia diversa, si parla infatti di personalizzazione sintomatologica. Ad esempio se dieci persone soffrono di cefalea, quindi di una stessa patologia, i sintomi che manifesteranno saranno diversi per:
• localizzazione(frontale,occipitale, temporale,etc.)
• tipologia di dolore (puntorio, pulsante, pressorio, etc.)
• modalità (dolore che migliora stando seduti, in piedi, dormendo, con il caldo, con il freddo o viceversa)
Questa distinzione, che chiameremo personalizzazione sintomatologica, sarà indispensabile per la scelta del rimedio più appropriato e senza il quale il risultato potrà non essere soddisfacente. Questo è il motivo per cui molti hanno avuti dei risultati sorprendenti mentre altri no.
Per ottenere questi risultati terapeutici, infatti, è necessaria una collaborazione da parte del paziente, che dovrà descrivere con molta attenzione la sua personale sintomatologia. Senza questa collaborazione molto spesso l'omeopata non sarà in grado di prescrivere il rimedio più appropriato.


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